
Hai fatto terapia, hai letto tutti i libri, sai perfettamente perché è finita. Eppure alle undici di sera sei lì a controllare se lui è online. Sì, anche tu. Se ti riconosci, benvenuta: non sei strana, sei in ottima compagnia.
Perché la testa capisce e il cuore no
Succede perché la testa capisce in fretta, mentre il cuore ha i suoi tempi. Infatti continua a tornare ai momenti più belli. Per questo la fine di una relazione non si risolve solo capendo. E anche la dipendenza affettiva non sparisce con un bel ragionamento.
Non è debolezza: è un’abitudine che si è costruita piano piano, e piano piano si scioglie.
Tre piccoli passi per cominciare a lasciar andare
Falli uno alla volta, senza forzare niente.
- Il video lungo. Due domande un po’ strane e un esercizio con la mano sul cuore: «Fine di una relazione: perché non riesci a lasciar andare».
- Il perdono. Un esercizio ispirato all’Ho’oponopono: perdono me stessa per…, perdono lui per…, e lasci uscire quello che viene. Guarda lo Short.
- Le tre parole. Con la mano sul cuore: mi dispiace, grazie, ti amo. Guarda lo Short.
Ho’oponopono in 5 minuti al giorno
Non serve credere a niente. Basta trovare un posto tranquillo, appoggiare la mano sul cuore e ripetere piano quattro frasi, senza forzare.
- Mi dispiace.
- Perdonami.
- Grazie.
- Ti amo.
Mentre le dici, pensa alla tua bambina interiore, a chi ti ha ferita e anche a te stessa. Cinque minuti al giorno bastano, e poi mi racconti com’è andata.
Un ebook gratuito per continuare
Se vuoi continuare a lasciar andare anche nella vita di tutti i giorni, ho scritto per te un ebook gratuito, «Chissenefrega». Lo trovi qui sotto, nel bottone. Un passo alla volta, puoi scegliere di essere leggera.
Se hai deciso — anche solo per curiosità — che il piacere vale più delle scuse, il primo passo è semplice: due chiacchiere con me.
30-45 minuti gratuiti, per capire insieme come posso aiutarti.
