Perché non riesco a lasciarlo, anche se so che dovrei?

donna pensierosa che guarda fuori dalla finestra: non riesco a lasciarlo, anche se so che dovrei

 

La testa lo sa da mesi. Ha fatto la lista, ha messo le colonne, ha perfino disegnato la freccia verso l’uscita. Eppure alle undici di sera il cuore prende il telefono e scrive «ciao, come stai?». Se ti sei detta almeno una volta «non riesco a lasciarlo», sei nel posto giusto.

Non riesco a lasciarlo anche se so che dovrei: la testa decide in fretta

La testa è veloce. Mette insieme i fatti, tira le somme e in un pomeriggio ha già deciso. Il cuore lavora con un altro orologio. Ti ricordi dei 90 secondi? Un’emozione, lasciata sola, passa in circa un minuto e mezzo, come ti racconto in L’ansia dura 90 secondi in media. Quando però ogni «e se» la riaccende, le onde diventano cento, una dopo l’altra, e sembra che duri una vita.

Non riesco a lasciarlo andare: stai salutando molto più di lui

Il cuore non ha il tasto «elimina contatto». Quando ti sembra di salutare lui, in realtà stai salutando il buongiorno del mattino, la cena del venerdì, il progetto di viaggio, l’idea di te accanto a lui e il futuro che avevi già arredato. Sono tanti strati, e ognuno chiede il suo tempo. Chi ti dice «basta, voltati pagina» parla alla testa. Il cuore intanto sta ancora impacchettando.

Non riesco a lasciarlo per paura di rimanere sola, o perché mi fa pena

La paura di rimanere sola e la pena sono due guardie molto educate: ti tengono lì con garbo, con un sorriso e una scusa ragionevole. «Povero, ha già tanti problemi.» «A questa età dove vado?» Ascoltale con rispetto e chiediti chi stanno proteggendo. Spesso proteggono una parte di te che non ha ancora un posto sicuro dove andare.

Non riesco a lasciarlo anche se mi fa soffrire: il dolore conosciuto sembra più comodo

Il cervello adora ciò che conosce, perfino quando fa male. Un dolore che conosci a memoria ti sembra più sicuro di uno spazio vuoto che non ha ancora nome. Così rimani, e intanto il tuo corpo fa il lavoro più faticoso: resta in allerta, aspetta il messaggio, rilegge le frasi.

Non riesco a lasciarlo: il corpo vive questo momento come se durasse per sempre

Il corpo fa fatica a distinguere come stai oggi da come starai per sempre. Così una settimana difficile ti sembra una condanna e una parte di te si prepara, già stretta e in allerta, a un futuro che ancora non può vedere. Eppure oggi è soltanto un capitolo, e la storia continua. Puoi ricordarlo al tuo corpo con un gesto semplice: una mano sul petto, un respiro lungo e la frase «questo è un momento, e la mia storia è molto più grande».

Cosa fare quando non riesco a lasciarlo: tre esercizi per parlare al cuore

1. Accogli il cuore e digli: «ti ho visto, ti sento, ti capisco»

Il cuore si calma quando si sente ascoltato, e litigare con lui lo rende più forte. Mettiti una mano sul petto e digli con parole semplici: «ti ho visto, ti sento, ti capisco». Ripetilo con calma, tutte le volte che serve, come faresti con un’amica che sta male.

 

2. Chiedi alla parte che soffre, la tua bambina interiore, di cosa ha bisogno

Immagina la bambina che è in te, quella che soffre in questo momento, e chiedile: «di cosa hai bisogno adesso?». Poi chiediti: «come posso offrirlo a me stessa?». Se la risposta è, per esempio, «ho bisogno di sentirmi amata e valorizzata», allora chiediti chi e cosa puoi scegliere da oggi per soddisfare questo bisogno: una persona, un’attività, un gesto di cura, una promessa che mantieni con te stessa.
 

3. Scrivi la lista di ciò che ti piace ancora e poi riprendi la tua energia

Prendi un foglio e scrivi tutto quello che ti piace ancora di lui, le cose di cui senti la mancanza. Fai una lista lunga, senza fretta. Poi disegna un cerchio intorno a tutta la lista e scrivi: «tutto questo che vedo nell’altro è nato da dentro di me».

Così recuperi l’energia legata alle emozioni, alle immagini e ai momenti che pensavi fossero di lui, mentre erano tuoi. La dolcezza, l’allegria, la sensazione di essere vista erano già dentro di te, e ora tornano a casa con te.
 

Se vuoi sentire questo spazio per qualche minuto, ascolta questa meditazione per guarire il cuore.

E poi chiediti: chi saresti domani mattina, se tutta questa energia fosse di nuovo tua?

 

Se hai deciso — anche solo per curiosità — che il piacere vale più delle scuse, il primo passo è semplice: due chiacchiere con me.


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